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Fissatore esterno per fratture al calcagno, intervista al dott. Caiaffa

Fissatore esterno calcagno

Fissatore esterno calcagno

Un innovativo fissatore esterno per il trattamento delle fratture del calcagno è stato impiantato per la prima volta al mondo dall’equipe di Ortopedia e Traumatologia dell’Ospedale “Di Venere” di Bari.

Il fissatore – risultato di tre anni di studio sul campo – ha impegnato un gruppo di ricerca di ortopedici guidati dal dott. Vincenzo Caiaffa, direttore dell’Ortopedia del presidio e del Dipartimento Ortopedico della ASL Bari.

Dottore, da quale intuizione è nata l’idea di concentrare lo studio del nuovo modello di fissatore?

«Erano molti anni che eravamo alla ricerca di un’ottimizzazione della tecnica di fissazione esterna nelle fratture di calcagno. Tecnica che già esisteva e che ha avuto sempre una sua pratica clinica fra i traumatologi italiani una grande esperienza».

Cosa è stato ottimizzato?

«Quello che noi abbiamo fatto quest’anno è stato ottimizzare, migliorare e aumentare le performance soprattutto in termini di tecnica chirurgica per snellire un processo che aveva sicuramente dei passaggi un po’ impegnativi».

Quali sono le garanzie del nuovo fissatore?

«Oggi abbiamo un fissatore esterno di calcagno molto più dinamico, più veloce e più pratico soprattutto per il paziente. Con garanzie simili al precedente consente un carico precoce ma con un montaggio in cui si possono ridurre i passaggi di tecnica chirurgica di oltre il 50%».  

Qual è la Sua più grande soddisfazione in merito a questo progetto?

«Quello che ci onora molto è che una multinazionale abbia cercato nel gruppo di ricerca della scuola barese dei progettisti per portare avanti dei discorsi di ricerca – cosa che peraltro avviene anche in altri settori della traumatologia ortopedica – e quindi vuol dire che ha trovato affidabilità, professionalità e un hardware che ha consentito di portare avanti questi studi. Noi abbiamo dato tutto quello che era indispensabile per una multinazionale, tanto che abbiamo sgomitato con altri colleghi dell’America e dell’est asiatico e siamo riusciti a conquistare questo progetto da portare avanti».

Perché la tecnologia è importante anche in ortopedia e traumatologia?

«Ortopedia traumatologia non sono soltanto gesso o mani ma anche tecnologia. E quando la tecnologia la riusciamo a governare spesso riusciamo anche a creare qui da noi in Puglia dei progetti dall’alto profilo scientifico».

Video gentilmente concesso da trmh24

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