

Il Decreto Legge 30 marzo 2023, n. 34, che ha ridefinito spazi e modalità di servizio della medicina estetica, rimuovendo i confini che limitavano l’azione del medico odontoiatra al terzo medio e inferiore del volto, così come specificato nell’articolo 2, secondo comma: “Gli odontoiatri possono esercitare le attività di Medicina Estetica non invasiva o mininvasiva al terzo superiore, terzo medio e terzo inferiore del viso”, ha stabilito che gli odontoiatri possono eseguire interventi estetici.
La nuova legge, dunque, apre il campo d’azione dei dentisti, che potranno occuparsi non solo la porzione del volto concernente bocca e dintorni, ma anche fronte, zigomi, guance e occhi.
Carlo Ghirlanda – presidente nazionale ANDI – ha così commentato: “Con il contemporaneo superamento degli attuali limiti di intervento stabiliti per gli odontoiatri nelle terapie sui tessuti del viso, finalmente l’unità atomo funzionale della faccia è considerata come un unico apparato, non più distinto in tre singoli distretti topografici”. Per garantire ai cittadini la massima sicurezza sulle prestazioni erogate, l’ANDI ha presentato una mozione in Camera dei Deputati, chiedendo al Governo di individuare percorsi formativi e di aggiornamento tali per cui la pratica della medicina estetica sia riservata a soggetti in possesso di competenze specifiche e di titoli di studio certificati.
Inoltre, Danilo Savini –segretario sindacale AIO – oltre a esprimere soddisfazione per il Decreto legge, ha precisato: “Entrando in un campo strettamente estetico, potrebbero insorgere problemi assicurativi e medico-legali“.
Di un avviso diverso, invece, è il Collegio delle società scientifiche di medicina estetica, composto da Agorà (Scuola di Medicina Estetica), SIES (Società Italiana di medicina e chirurgia estetica) e SIME (Società Italiana Medicina Estetica), che “contesta la scelta di Governo che conferisce agli odontoiatri la possibilità di eseguire trattamenti di Medicina Estetica anche in aree che erano di appannaggio esclusivamente del medico estetico”.
“Da anni – specificano – il Collegio di Medicina Estetica lavora per una reale e idonea sinergia fra Medicina Estetica e Odontoiatria, che in realtà è ben rodata e consolidata tra i professionisti che rispettano il proprio ambito di competenza: il medico effettua le prestazioni di Medicina Estetica e l’odontoiatra quelle di cura e riabilitazione odontoiatrica ottenendo così il miglior risultato. Auspichiamo quindi una rinnovata sinergia tra i due ambiti, senza continui tentativi di estensione delle competenze odontoiatriche nell’ambito della medicina estetica”.
Gli odontoiatri, dal canto loro, per affinare le loro competenze e conoscenze, stanno già correndo ai ripari, iscrivendosi a un corso intensivo che gli permettano di operare sui pazienti in sicurezza.
Il Corso intensivo di Medicina Estetica per Odontoiatri, oltre alla parte teorica, ne comprende una pratica: il discente, così, potrà acquisire sul campo segreti e abilità che gli permetteranno di valorizzare le nuove tecniche imparate.
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